Foto, descrizione e tradizioni del Salento, zona della Puglia, che raggiunge la massima espressione in provincia di Lecce
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La seguente pagina web, mostra le foto, la descrizione e le principali tradizioni e caratteristiche del Salento(salento.aspx), parte della Puglia, comprendente le provincie di Taranto), Brindisi e LECCE che raggiunge la sua massima espressione e vede le principali attrattive, sia turistiche che artistiche, proprio nella bellissima Lecce ed i suoi 98 comuni. Dal punto di vista turistico, la parte maggiormente conosciuta e che vede una continua espansione ed aumento del numero di visitatori, è la zona compresa fra le 3 città maggiormente rappresentative: Otranto(link otranto), Gallipoli(link Gallipoli) e Santa Maria Di Leuca, il cosidetto "Tringolo Magico Salentino". Quante volte, nel fare lo spelling di una frase, avete sentito o pronunciato la "O" di Otranto. Questo perchè la cittadina, affascinante e caratteristica, rimane impressa nelle menti dei visitatori, che la conservano nel bagaglio dei ricordi. La bella Otranto, è solo uno dei mille volti del Grande Salento..
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Storia Del Salento
La Penisola Salentina, al centro del Mar Mediterraneo, terra di interesse strategico per eccellenza, divenne presto un vero e proprio crogiòlo di razze diverse, tribù, clan, interessi e scambi commerciali ed accordi logistici. Uomini di varie stirpi erano accomunati da una sola cosa: il Mediterraneo . Fu così che il Salento divenne scalo frequentatissimo e nel tempo ebbe la funzione di catalizzare culture diverse quali quella occidentale e quella orientale. I Fenici , esperti navigatori e commercianti abilissimi, già nel 1600 a.C. detenevano il primato nella navigazione nel Mediterraneo. Lungo le rotte, scelte attentamente studiando le maree e gli astri, individuavano approdi sicuri che in seguito attrezzavano e poi asservivano. Li usavano per il riparo ed il rimessaggio delle navi ma essi avevano anche la funzione di centri di stoccaggio delle merci e di veri e propri empori. Probabilmente anche nel Salento individuarono centri logistici di rilevante importanza infatti, alcuni studiosi tra cui Giacomo Arditi danno per accreditata l'ipotesi che S. Maria di Leuca sia stata fondata dai Fenici. In altri termini questo territorio era intensamente abitato già molto prima della colonizzazione greca e la popolazione indigena, i Messapi , dimostrarono di avere una loro individualità culturale anche se in stretto rapporto con la civiltà greca. La storia dei tempi vuole che Idomenéo, sovrano greco, scacciato dai suoi stessi sudditi dopo la guerra di Troia, sarebbe approdato, dall'isola di Creta, sulle rive della penisola salentina, e, dopo aver combattuto vittoriosamente contro la popolazione del luogo, avrebbe sposato una figlia di Malennio, uno dei re salentini fondatore della città di Lecce, e in seguito avrebbe fondato altre città. Per la posizione geografica della penisola salentina essa è certamente vero ponte gettato verso l'Oriente , molte le popolazioni si avvicendarono sul territorio fin dalle epoche più antiche: Messapi, Japigi, Greci e Apuli, oltre i già citati Salentini, ancor prima della conquista romana. Verso la metà del III secolo a.C. la Puglia meridionale è completamente romanizzata . Fu, quella romana, una colonizzazione importante perché attraverso l'esecuzione di infrastrutture, di opere pubbliche, e attraverso la centuriazione del territorio si compì una radicale trasformazione del paesaggio e una completa ristrutturazione dei centri abitati.Sul piano linguistico il messapico ed il greco furono sostituiti definitivamente dal latino come lingua comune. Collegata direttamente con Brindisi, Lecce, l'antica Lupiae , divenne il centro più importante del basso Salento: testimonianza più importante è l'anfiteatro. Altri importanti centri romani furono Otranto, Castro, Ugento, Gallipoli e Nardò. Con l'avvento di Gesù di Nazaret si diffuse il Cristianesimo e anche questa volta il Salento costituì un punto di passaggio obbligato: dal Salento il cristianesimo risalì verso il nord della Penisola e non fu da meno in fatto di persecuzioni. Ma alla fine la nuova Fede trionfò. La legenda parla di S. Pietro e San Paolo sbarcati sulle coste salentine,  e precisamente a Leuca, all'inizio della loro opera di conversione delle terre italiche. Il culto di San Pietro e di San Paolo è, ad ogni modo, attestato ed ancor vivo rimane in tutto il Salento. Con l'avvento del Cristianesimo si edificarono un gran numero di templi per il culto, ma dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.c.) il Salento divenne preda delle invasioni barbariche . Nel VI secolo la terra salentina fu conquistata dagli Ostrogoti; nei secoli successivi dovette soffrire per i saccheggi e le dominazioni di altri popoli invasori: Longobardi, Saraceni, Ungari e Slavi. Per molto tempo la "Terra d'Otranto" rimase sotto i Bizantini , che, in nome dell'Impero d'Oriente, diffusero nel Salento lingua e cultura, religione e riti greco-orientali. Le lotte per il predominio sul territorio furono frequenti e le popolazioni salentine attraversarono un lungo periodo di sofferenze: si combatterono lotte sulle coste contro i corsari saraceni e per terra contro le soldataglie dei Longobardi. Gli amministratori bizantini sfruttarono al massimo le popolazioni soggette ed anche il territorio salentino non sfuggì a quest'onta. Per due secoli l'impero d'Oriente dominò queste terre creando numerose comunità orientali. Si diffusero i monaci Benedettini con i loro monasteri ed i Basiliani con le grotte scavate nella roccia e poi affrescate. Nel 1071, a conclusione di un'epoca di lotte, i Normanni uscirono vittoriosi sui Bizantini che furono scacciati per sempre e fu così inaugurato un nuovo capitolo di storia che vide rinascere l'arte e le lettere e favorite tutte le forme culturali: latina, greca, araba. I Normanni furono vassalli della Chiesa Romana e costruirono abbazie, conventi, basiliche, cattedrali e non soffocarono chi era rimasto legato al rito greco: infatti, con una accorta politica seppero evitare lo scatenarsi degli odi tra i Latini, che sostenevano il rito cattolico ed i Greci che appoggiavano quello ortodosso. Ai Normanni successero gli Svevi che amarono queste terre favorendo la pace interna e lo sviluppo culturale ed artistico fino al 1266 quando furono sconfitti dagli Angioini che caratterizzarono poi un periodo di lotte con gli Aragonesi per il dominio su queste terre. Intanto i comuni si impoverirono e dovettero subire le scorrerie dei Turchi che arrivarono a sottomettere Otranto nel 1480 per un breve periodo. Poi la Puglia passò sotto il dominio degli Spagnoli che se la contesero con i Francesi. Nel 1529 si affermò il dominio Spagnolo che la fortificò contro le scorrerie Turche, costruendo torri di avvistamento lungo i litorali, castelli, porti fortificati ed armati. L'oppressione delle tasse portò alla povertà queste genti normalmente dedite all'agricoltura, alla pastorizia ed alla pesca; da ciò scaturirono le prime insurrezioni quando anche a Napoli nel 1647 scoppiarono le rivolte. Si diffuse il brigantaggio, la peste seminò la morte in ogni luogo. Questo periodo di dominazione spagnolo ebbe valenza nell'arte perché seppe diffondere il barocco nel Salento e in special modo nel leccese e fece nascere accademie culturali. Nel '700 la Puglia fu occupata dagli Austriaci, ma nel 1738 ritornò ai Borboni che con Carlo di Borbone prima e Ferdinando IV poi, la fecero rifiorire grazie a delle attente riforme.
Il Salento, la più antica delle terre pugliesi, di certo la più tenacemente ancorata ai ritmi ancestrali della sua civiltà; un mondo spirituale complesso sin dalle origini, come testimoniano gli arcani simbolismi geometrici, umani e solari, le scene di caccia e di vita quotidiana delle antichissime pitture parietali rinvenute nelle grotte marine della "Zinzulusa", "Romanelli", del "Cavallo", di Porto Badisco. E' quella che un tempo veniva chiamata Terra d'Otranto, un insieme unitario anche se disomogeneo, culturalmente e linguisticamente più greco che latino, dove poche opulente cittadine, come Otranto, Gallipoli, Nardò, Galatina, spiccano su una miriade di piccoli centri abitati, nella maggior parte dei casi arretrati rispetto alla costa perennemente minacciata. Cuore aristocratico e pulsante è Lecce, una realtà colta creata dalla classe dirigente arricchitasi con la terra.
In prossimità del mare Adriatico, a Porto Badisco, è stato ritrovato un segno importantissimo per la storia del Salento. Alcune decine di anni or sono, quasi per caso, è stata individuata una grotta naturale, la Grotta dei Cervi, di origine carsica che era stata rifugio dell'uomo preistorico nel Salento durante il periodo Neolitico.
Il Salento è la regione più orientale d'Italia, è una terra di frontiera. Anche la sua storia ne è testimonianza sin dalle origini: la storia del Salento ha sempre incontrato quella dell'Oriente, fin dai tempi in cui la leggenda vuole che siano stati i Cretesi a fondare Lecce. E questo grazie anche al Mediterraneo, mare di estrema importanza per l'incontro di civiltà che su di esso si affacciavano.
Nell'età dei Bronzo la penisola salentina fu abitata da popolazioni indoeuropee giunte fino al sud attraversando le Alpi e proseguendo lungo la dorsale adriatica. Le decine di dolmen e di menhir che si trovano nel basso Salento sono una testimonianza di questo periodo, pur trattandosi solo di una piccola parte sopravvissuta a tante demolizioni. I primi a stanziarsi in questa terra, attorno al V sec. a.C., furono i Messapi, dediti all'agricoltura, all'allevamento dei cavalli ed alla lavorazione della ceramica. Queste popolazioni diedero un determinante impulso alla nascita delle città, che a quell'epoca si distinsero per la presenza di monumentali cinte murarie.
Ma già neil'VIII sec. a.C. coloni greci avevano fondato, lungo la costa città come Gallipoli, Otranto, Taranto che sarebbero diventate i punti di riferimento della Magna Grecia, piccole capitali più prestigiose di quelle della madre patria.
Nell'area a Sud di Lecce esiste ancor oggi una sorta di "isola linguistica" e culturale dove ancora si parla il greco, anzi, il griko. L'area elienofona della Grecìa Salentina comprende nove Comuni (Calimera, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino), ma anticamente occupava tutta la fascia che si estende, ad arco, da Gallipoli ad Otranto. In quest'area l'impronta greca è presente nell'architettura, nella musica popolare, nella gastronomia. Gli elementi greci, fusi con quelli salentini, hanno consentito uno sviluppo culturale autonomo, del tutto originale.
Dopo la guerra tarantina, il Salento diventò provincia romana dal punto di vista amministrativo, ma non culturale. I Romani sfruttarono la sua posizione strategica ramificando le rete viaria proveniente dall'Urbe, facendo di Brindisi il capolinea dell'Appia e della Traiana e costruendovi porti come a San Cataldo e a Roca.
I contatti con la sponda balcanica furono intensi sino alle invasioni di Goti, Longobardi e Bizantini. Questi ultimi esercitarono per lunghi secoli il loro dominio, lasciando in queste terre un'impronta più indelebile che altrove. La lenta, ma costante penetrazione della Chiesa d'oriente ne caratterizzò la vita religiosa, dapprima attraverso l'arrivo di individui isolati in fuga dalle persecuzioni religiose o politiche, più tardi col diffondersi del monachesimo, in particolare quello ispirato a San Basilio. I Basiliani istituirono ovunque cenobi, raccogliendo intorno ad essi la popolazione divisa tra preghiera e lavoro dei campi.
Altro capitolo importante è quello che vede il Salento al centro delle mire espansionistiche dei Turchi. Un avvenimento tristemente memorabile è quello che coinvolse Otranto, nel 1480 attaccata e saccheggiata da una poderosa flotta comandata da Acmet Pascià, la cui resistenza venne punita con l'uccisione di ottocento abitanti. Fu questo uno degli episodi che diede l'avwio alla costruzione delle torri di guardia sotto gli Spagnoli. Realizzate a partire dal '500, sotto il regno di Carlo V, le torri costiere costituivano un sistema di avvistamento che consentiva di approntare difese di emergenza in occasione di incursioni dal mare. Queste torri sono tuttora visibili lungo gran parte della costa pugliese ed il Salento, in particolare, conserva in buona parte integra la struttura delle costruzioni.
Nello stesso periodo, Lecce divenne una delle città più belle ed importanti del periodo, seconda solo a Napoli come cuore pulsante delle attività culturali ed artistiche che, oltre ad attirare nobili e studiosi, diedero impulso alla definizione del suo volto barocco coinvolgendo anche l'immediato entroterra ed irradiando su una più vasta arca la grazia, l'armonia ma anche la forza dirompente e "bizzarra" del nuovo gusto.
Favorito dal morbido, duttile calcare leccese (la "PIETRA LECCESE"), il barocco impreziosisce edifici civili e religiosi. Lecce e tutto il Salento si riempirono di putti, grifi, trabeazioni elaborate, balaustre ardite, realizzati nel marmo dei poveri. Nella Grecìa Salentina, Corigliano d'Otranto, Melpignano, Soleto costituiscono l'esempio più ricco di tale espressione d'arte. Una gara ad uno splendore sempre crescente nella quale si distinse il vescovo Pappacoda, al quale si devono alcuni fra i più insigni edifici. Sorsero in questo periodo accademie e si diffusero gli ordini religiosi, promotori di iniziative culturali al passo con i tempi.
Il Salento è una lingua di terra fra due mari, lo Ionio occidentale e l'Adriatico meridionale, con coste dalle alte falesie, fiordi bellissimi, calette nascoste, scogliere basse e pescose, lunghe ed interminabili spiagge ed un mare limpido e trasparente.
La cosiddetta Terra d’Otranto è una terra antica, testimonianza ne sono i graffiti e le pitture fatte con guano di pipistrello e con ocra, simboli misterici di iniziazione ad una religione legata agli antri bui e nascosti del territorio. Ritrovamenti sono stati fatti presso le grotte marine della Zinzulusa, Romanelli, del Cavallo, di Santa Cesarea Terme e di Porto Badisco. In particolar modo la Grotta dei Cervi,  di origine carsica, era stata rifugio dell'uomo preistorico nel Salento durante il periodo Neolitico.
L’estremo sud della penisola pugliese, è una sorta di penisola nella penisola. La terra del Salento è come un balcone affacciato sul mar Mediterraneo, non omogenea da un punto di vista antropologico, linguisticamente un po’ greca e un po’ latina. Disseminata di piccoli centri poco sviluppati che orbitano intorno ad alcune cittadine di dimensioni relativamente grandi come Nardò, Otranto, Gallipoli e Galatina. In passato la costa era sempre minacciata dallo sbarco di Arabi e corsari, il cui scopo era quello di saccheggiare e distruggere; fino ad i nostri giorni in cui gli sbarchi di clandestini provenienti dal nord Africa e dall’est europeo sono di altra natura ma umanamente altrettanto gravi. Cuore aristocratico e pulsante è Lecce, una realtà colta creata dalla classe dirigente arricchitasi con la terra.
La storia del Salento è sempre stata fortemente legata all’Oriente, il Salento è l’area più orientale di Italia, il faro della Palacìa, ad Otranto è più ad est di quanto lo sia Varsavia in Polonia. La leggenda vuole che siano stati i Cretesi a fondare Lecce.
Il territorio della Provincia di Lecce è disseminato di Dolmen, Menhir e Menanthol, si tratta di costruzioni megalitiche di origine indoeuropea, durante l’età del Bronzo la penisola salentine fu infatti abitata da popolazioni indoeuropee giunte fino al sud attraversando le Alpi e proseguendo lungo la dorsale adriatica. Al V secolo a.C. risale l’arrivo dei Messapi che provenivano probabilmente dalle coste dalmate, avevano un grado di civiltà molto alto, e si integrarono con le popolazioni di origine greca assimilando parte della loro cultura, pur rimanendo indipendenti con le loro città-stato pronte a federarsi contro i nemici comuni. Quello dei Messapi era un popolo dedito all'agricoltura, all'allevamento dei cavalli ed all'artigianato della ceramica. Essi diedero un impulso alla costruzione di città con imponenti cinte murarie. Precedentemente anche i Greci, nel VII sec. a.C., avevano fondato città fortezze come Otranto, Taranto e Gallipoli. In merito alla presenza dei Greci nel Salento occorre annoverare la presenza, tutt’oggi, di una isola linguistica denominata Grecìa Salentina. Questa area ellenofona è situata nella provincia di Lecce, nel cuore del Salento, a sud est della penisola salentina, è una delle minoranze riconosciute di cui consta la nostra nazione. Ha origini molto antiche, c'è chi pone le origini dell'area grica nel periodo bizantino, chi invece, anticipa la nascita al periodo magnogreco. La minoranza etnico-linguistica della Grecìa salentina comprende oggi nove comuni: Calimera, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatìa e Zollino.
Dopo la guerra tarantina, il Salento diventò provincia romana dal punto di vista amministrativo, ma non culturale. Per il Salento il periodo precedente alla conquista dei Romani era stato molto prospero e ricco con una civiltà superiore a qualsiasi altro popolo italico di quel tempo. Gli stessi romani, conquistando il Salento, scoprirono il gusto dell’arte che si manifestava attraverso la poesia (uno dei più grandi scrittori e poeti di Roma fu Quinto Ennio nato nella Messapica Rudiae, città alle porte di Lecce di cui oggi rimangono i resti archeologici, Virgilio invece visse e morì a Brindisi), la scultura, la pittura: i `barbari` romani avevano conquistato una terra allora già ricca di cultura, arte e storia.
Dopo la caduta dell’impero romano d’occidente, il Salento subisce le dominazioni dei bizantini e dei normanni che, con Federico II, portarono la regione ad essere nuovamente centro del mondo. 
Con gli Svevi incominciò un lungo periodo di declino che proseguì con gli Angioini, gli Aragonesi, e con il governo vicereale spagnolo che portò nuovi sacrifici a questa terra di confine. La penisola venne costellata da una lunga serie di saccheggi e distruzioni provenienti perlopiù dal mare come testimonia il terribile martirio della città di Otranto ad opera di Acmet Pascià. Il sacco di Otranto è una delle pagine più gravi della storia del Salento. La cittadinanza idruntina cercò di resistere ai Turchi e non accettò di abiurare a favore dell’Islam, per questo il condottiero Turco fece decapitare gli ottocento martiri i cui resti sono ancora visibili nella cattedrale della cittadina costiera. Proprio da quel momento in poi, era il 1500, Carlo V e gli Spagnoli fecero erigere un sistema di torri di guardia costiere. Nello stesso periodo Lecce divenne una delle città più belle ed importanti del periodo, cuore pulsante delle attività culturali ed artistiche, cominciò ad attrarre nobili e studiosi, ebbe un impulso la corrente artistico architettonica del barocco che ancora oggi si può ammirare a Lecce e nel resto dell’entroterra salentino. Dopo le tristi vicende dell’ultima guerra mondiale comincia lentamente la ripresa economica grazie alla forza d’animo degli abitanti che negli ultimi anni hanno persino dato accoglienza ai popoli balcanici in fuga dimostrandosi degni, come qualcuno ha proposto, del premio Nobel per la pace.
Località balneari del Salento
Il Salento è conosciuto sopratutto per la bellezza dei tratti di costa, la calda accoglienza dei suoi abitanti, la salubrità dell'aria e la bellezza della natura circostante, ma anche per bellezze artistiche, prime fra tutte i monumenti barocchi, è infatti nel Salento, che il Barocco ha raggiunto la sua massima espressione.
Tornando alle località di interesse turistico, ecco un elenco di quelle da noi selezionate. Ogni link porta ad una specifica pagina, che Contiene foto, descrizione, attrattive principali della località in oggetto, fra parentesi, sono poi indicati i tratti caratteristici del luogo:
Otranto (spiaggia, centro storico, castello medievale, costa rocciosa)
Torre Dell'Orso (spiaggia di sabbia finissima, pineta)
Sant'Andrea (Spiaggia di sabbia e costa rocciosa, pineta, vita notturna)
Frassanito (spiaggia di sabbia, camping, sport acquatici, pineta)
San Foca (spiaggia di sabbia, lungomare)
Le Orte (stupenda insenatura naturale)
La Palascia (punto + ad est d'Italia, prima alba d'Italia)
San Cataldo (spiaggia di sabbia, mare dei leccesi)
Roca (roccia e spiaggia, abitato da tempi remoti)
Torre Specchia (spiaggia esposta al vento, "kite surf")
Alimini (spiaggia di sabbia, laghi naturali salati con allevamenti ittici, pineta)
Le Cesine (parco naturale difeso dal WWF)
Porto Cesareo (spiaggia di sabbia, torrette d'avvistamento del '500)
Porto Badisco (spiaggia di sabbia e roccia, insenatura naturale)
Sant'Isidoro (spiaggia di sabbia, degustazione frutti di mare)
Castro (costa rocciosa, stupenda cittadina, degustazione frutti di mare)
Santa Cesarea Terme (stupenda costa rocciosa, acque termali benessera)
Gallipoli (lungomare, vita notturna)
Comuni Salento
Da premettere che la provincia di Lecce, possiede un elevatissimo numero di comuni, 98, di piccole, medie e modeste dimensioni, alcuni veramente suggestivi e consigliati per differenti fattori (presenza di monumenti artistici, vicinanza al mare, centro storico). L'elenco seguente è quindi fatto in relazione alle informazioni di cui disponiamo e selezionando quelli di maggior interesse:
Lecce (centro storico, monumenti barocchi, vita notturna)
Melendugno (Marine bellissime)
Martano (posizione strategica,centro storico, palazzo baronale)
Borgagne (vicinanza al mare)
Andrano (marina affscinante con lungomare caratteristico)
Carpignano Salentino (centro storico, vicinanza al mare)
Corigliano D'Otranto (centro storico, castello imponente)
La Acaya (città fortificata del '500, castello, sede Unesco, campi da golf)
Sternatia (ristorazione)
Castrignano dei Greci (commercio, vita notturna)
Caprarica di Lecce (ristorazione)
Foto Salento
Qui vengono mostrate le foto, presenti nel database di WSalento. Abbiamo organizzato le foto in differenti settori mare, arte, locali:
foto mare Salento (Spiagge, costa ead arte Puglia)
foto locali Salento (Ristoranti, pizzerie, pub, lidi in Puglia)
Tradizioni Cucina Salento
Il Salento possiede una grande tradizione contadina. Questo tratto caratteristico del suo passato, è facilmente riscontrabile nelle feste che vengono continuamente organizzate, ne sono esempio le caratteristiche sagre e nei piatti che si sono affermati ed hanno fatto conoscere la nostra regione anche in cucina.
Tradizioni in cucina (piatti tipici) e prodotti tipici:
- Muersi (pezzi di pane fritto con ceci)
- Ciceri e tria (pasta soffritta con ceci)
- Municeddhi (lumache arrosto o alla genovese)
- Turcinieddhi (involtini di interiora di agnello)
- Sanguinazzu (salsiccia di sangue di vitello)
- Pezzetti di cavallo (carne di cavallo al sugo)
- Risotto/linguine ai ricci (con ricci di mare)
- Pesce in molte manifestazioni (zuppe, arrosti, al sale etc)
- Pomodori te pendula (pomodori conservati con particolare meccanismo)
- Verdure, ortaggi sott'olio e/o sott'aceto
- Sagne ncannulate (pasta fatta in casa con pomodoro)
- Ricotta forte (formaggio)
- Olio d'oliva (la Puglia ne è la maggior produttrice Italiana)
- Vino Negroamaro (vino con uva qualità negroamaro)
- Vino Primitivo
Eventi Salento
Il Salento è costantemente animato, sopratutto nel periodo estivo, da eventi di vario genere. Accanto ai concerti ed alle feste, sono particolarità del nostro terristorio:
- Sagre
- Fiere
- Feste patronali (in onore di Santi Protettori o per eventi storici)
Vedi gli eventi del Salento 08/08/2008*
Locali Salento
Abbiamo qui inserito i locali, da noi selezionati, per qualità del cibo, rapporto qualità/prezzo, velocità del personale. I locali nell'elenco seguente sono per di + convenzionati, cioè riceverete uno sconto del 10% ed un ottimo trattamento, esibendo la nostra tessera convenzioni (vedi link apposito, sulla sinistra, in basso, della pagina, sotto al menù di navigazione "altri servizi"). I locali del Salento da noi inseriti sono i seguenti:
Porta Antica (Sternatia, ottimi piatti tipici)
L'Osteria del Sole (Carpignano Salentino, eccellente rapporto qualità/prezzo)
Babilonia (Sant'Andrea, pub cult del Salento, ottime pizze)
Vera Tipica (Martano, ottimi prodotti locali)
Kum (Roca, lido, degustazione frutti di mare, cocktail pre-disco)
Era Ora (Torre Dell'Orso, cocktail bar ed aperitivi pre-disco)
Frutti di mare (San Foca, degustazione frutti di mare e piatti di pesce)
Il Pescatore (Sant'Andrea, specialità piatti di pesce)
La Puteca (Corigliano d'Otranto, piatti tipici salentini)
L' Osteria (Martano, pizze e piatti tipici)
Lu Criscere (Caprarica di Lecce, piatti tipici e pizze)
Luna Blu (Torre Dell'Orso, antipasti e pizze)
Meeting (Martano, cocktai ed alcolici)
Mirror (Martano, cocktail bar ed aperitivi pre-disco)
Nappy Bar (San Foca, bar e pizze)
Notthingam (Borgagne, aperitivi e cocktail)
Petraroli (Borgagne, cocktail bar ed aperitivi)
Vesuvio (Torre Saracena, pizza a metro)
Zia Maria (Carpignano Salentino, piatti tipici)
La terrazza (Otranto, bel panorama, romantico)
Kalò Fai (Castrignano dei Greci, cucina tipica Salentina)
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